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NIGER: IL GEREWOL

Durata: 12 giorni / 11 notti (dall'Italia)
Sistemazioni: Tenda
Trasporto: 4x4


Il viaggio:


1° giorno: ITALIA - NIAMEY

Partenza di prima mattina ed arrivo a Niamey nel pomeriggio, sistemazione in hotel. La città, sorta come villaggio agricolo sulle sponde del fiume Niger, conobbe un notevole sviluppo dopo che, nel 1903, i Francesi ne fecero un avamposto militare, fino a diventare capitale, nel 1926. La sua espansione ha riguardato prevalentemente la zona a nord del fiume ma da quando è stata terminata la costruzione del ponte Kennedy (1970), anche la parte sud ne è stata interessata; oggi è il principale centro economico e culturale del Paese: qui lavorano artigiani, commercianti e funzionari che arrivano da tutto il Niger e dai Paesi confinanti, ci sono università ed Istituti di Ricerca, l’aeroporto internazionale ed un importante Museo Nazionale, nonché i caratteristici mercati tipici delle grandi città africane. 

2° e 3° giorno: NIAMEY - BIRNIN KONNI - ABALAK

Partenza di prima mattina per percorrere, nell’arco di due giornate, il tratto di strada che ci porterà sino ad Abalak. L’economia di questa regione si basa sull’allevamento del bestiame e su un’agricoltura di sussistenza, frequenti saranno gli incontri con pastori nomadi e sedentari di diverse etnie lungo il percorso ed in particolare nei villaggi. Dosso, settima città più popolosa del Niger, è la sede tradizionale del popolo Djerma, agricoltori sedentari. Dogondoutchi, vivace centro commerciale che si trova ai margini settentrionali della savana ed in quelli meridionali del Shael, è abitata prevalentemente dagli Haussa, un etnia il cui sottogruppo Mawri è tra le ultime popolazioni animiste. Birnin Konni, adiacente la frontiera con la Nigeria, è nota per la sua architettura rurale (tra cui i tradizionali granai) ed a Tahoua si dirigono perlopiù le genti Fulani e Tuareg per i loro scambi e le compravendite. Una volta giunti ad Abalak, storico punto di incontro delle popolazioni nomadi del deserto (anche grazie alla presenza di un’oasi)  e dove si tiene un importante e vivace mercato in cui si incontrano Tuareg e Peulh, avremo informazioni sulla grande festa annuale dei pastori Bororo o Wodaabe (clan dell’etnia Peulh): il Gerewol. La zona dove si tiene questa tradizionale cerimonia infatti, cambia ogni anno ed è solo alla fine della stagione delle piogge che viene deciso il posto. 


4° e 5° giorno: AGADEZ

Dalla strada riprendiamo la pista per raggiungere Agadez, capitale dell’Air, una delle tradizionali federazioni Tuareg, che nel XVI° secolo era un passaggio importantissimo per le carovane che si spostavano dall’Africa Occidentale a quella del Nord. Oggi è ancora un centro commerciale conosciuto per l’argenteria, la lavorazione della pelle, il mercato dei dromedari e per l’industria dell’uranio, di cui è ricca tutta l’area (miniera di Arlit). Particolarmente interessanti sono la Grande Moschea, originariamente costruita nel 1515 e poi rifatta nel 1844 e dalla cui cima del minareto (alto 27 mt, esempio di architettura sudanese) si può godere di una bellissima vista panoramica sui monti dell’Air, sulla città e sul deserto circostante, il Palazzo del Sultano ed il quartiere degli artigiani.

6°,7° e 8° giorno: FESTA GEREWOL

Abbandonata la strada principale all’altezza di Tabalak, seguendo le tracce degli animali (perlopiù zebù) condotti al raduno dai pastori Bororo, ci addentriamo nella savana fino a raggiungere la località dove si tiene il Gerewol. La celebrazione inizia con lo YAAK:  i pastori si esibiscono in un laborioso corteggiamento fatto di canti e danze per conquistare le giovani donne. Per questa popolazione la bellezza  è un valore e le donne scelgono i migliori danzatori e loro pretendenti in base a determinati criteri: il portamento e la statura, il bianco degli occhi e dei denti, la voce. Per far risaltare questi elementi i Bororo si truccano ed adornano il viso, strabuzzano gli occhi e mostrano i denti mentre eseguono le danze tipiche della tradizione Fula (in linea, con canti corali e ripetitivi, con vari strumenti di percussione) che li porta anche a dare prova di resistenza e forza qualora si protraggano per lungo tempo. Si formano le nuove coppie mentre le danze continuano incessanti, fino all’alba. Al termine della festa i pastori fanno ritorno ai loro villaggi disperdendosi negli spazi saheliani.

9° giorno: TAHOUA - KOURE'

Lasceremo alle nostre spalle la savana semiarida del sahel dove i pastori Peulh Bororo transumano con le loro mandrie alla perenne ricerca di pascoli migliori, per avvicinarci lentamente alla capitale e ritrovare i territori vicini al fiume Niger, dove le piogge  cadono regolarmente permettendo agli Haussa di coltivare i terreni e preservare i raccolti nei tipici granai, a forma di uovo sormontato da un cappello di paglia. Sosta a Kourè, dove sopravvive l’ultimo branco di giraffe dell’Africa Occidentale (ad oggi si stima ci siano 175 individui).

10° giorno: NIAMEY

Percorso di rientro nella capitale. All’arrivo sistemazione in day-use all’hotel (camera singola o doppia a seconda della richiesta). In tarda serata, trasferimento in aeroporto per il volo diretto su Parigi.
 
11° giorno: NIAMEY - ITALIA
 
Volo notturno diretto a Parigi. All’arrivo, cambio di aeromobile per il rientro in Italia, dove l'arrivo è previsto in mattinata. 





 


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